Benvenuto sul mio blog!

Mi chiamo Dario Coviello e per iniziare la nostra conoscenza, desidero raccontarti qualcosa di me.

Così saprai anche il motivo che mi ha spinto a creare questo spazio, dedicato al rapporto tra salute e tecnologia.

Mi occupo di comunicazione fin da quando iniziai a trasmettere nelle prime ‘radio libere‘ milanesi, verso la metà degli anni ’70.

La tecnologia quindi per me ha rappresentato da subito un mezzo, uno strumento attraverso cui comunicare.

La fotografia mostra il tipico studio di una radio libera degli anni '70 di cui parlo nell'articolo spiegando che è il periodo in cui ho iniziato a lavorare nel mondo della comunicazione.
(Tipico studio radio anni ’70 foto da Internet)

Più precisamente, la radio mi ha mostrato la straordinaria capacità della tecnologia, posta al servizio della comunicazione, di mettere in contatto le persone raggiungendole ovunque, anche in posti e situazioni in cui altrimenti sarebbe difficile!

Sul finire degli anni ’80 l’ingresso nel mondo della pubblicità ha ulteriormente ampliato i mei orizzonti.

Era il periodo in cui nelle agenzie pubblicitarie, ma anche negli uffici, si andavano diffondendo i primi PC.

La fotografia rappresenta un ufficio arredato in stile anni '80 e mostra visivamente come erano le scrivanie e gli ambienti di cui parlo nell'articolo,  in cui sono comparsi i primi personal computer.
Jeremy Jae – Office Computers, Velvet Chairs (1980) – 28-10-2012

Da lì a poco sarebbe arrivato anche Internet, cambiando definitivamente il modo di comunicare e lavorare.

Ma furono anche gli anni in cui cadde il muro di Berlino, segnando la fine del blocco comunista e la conseguente graduale scomparsa delle ideologie politiche.

Lavorando nel mondo della comunicazione e della pubblicità, iniziai a percepire l’impatto sia positivo sia negativo, che questi cambiamenti stavano producendo.

La foto del fotogtafo francese Lionel Cironneau è stata scattata la mattina dell' 11 novembre 1989. Si tratta di un'immagine storica perchè mostra soldati della DDR (ex Germania EST) che osservano la folla che sta demolendo il Muro di Berlino. Simbolicamente rappresenta la fine di quel blocco comunista di cui parla l'articolo, a cui ha fatto seguito la fine delle ideologie.
(Soldati dell’Est guardano il Muro distrutto – AP Photo/Lionel Cironneau – 1989)

Per un verso, la tecnologia prometteva tempi di lavoro più rapidi. Quindi minori costi e fatica, a fronte di una maggiore qualità dei prodotti e dei servizi.

Per contro computer, software e Internet imponevano procedure, tempi e metodi di lavoro, che non tenevano in considerazione le esigenze degli utilizzatori, sia a livello fisico che mentale.

Nell'immagine si vede la schermata iniziale di Wordstar il programm di videoscrittura in DOS che veniva utilizzato prima della nascita di Windows e di Word. Già da questa fotografia si può capire la complessità del programma che richeideva la conoscenza del linguaggio DOS e la scarsa risoluzione del monitor, entrambi fattori di cui parla l'articolo, illustrando le difficoltà e la fatica legate all'utilizzo delle tecnologie informatiche.
(Wordstar 4 – foto Travis McBee – foto da Internet )

Chi ha dovuto usare i programi in DOS (es. Wordstar o dBase III), i primi monitor a luce verde o arancione e scarsa risoluzione, oppure combattere con le rumorose e lentissime stampanti ad aghi, sa di cosa parlo.

Il tramonto delle ideologie allo stesso tempo, aveva lasciato un vuoto di valori che rischiava di essere colmato solo dal consumo. Un dato questo che, lavorando in pubblicità, non poteva sfuggirmi.

Consumo dunque sono“, stava diventando il paradigma post-moderno di quella nuova ‘società liquida’ descritta da Bauman, che aveva preso l’avvio con la ‘Milano da bere‘ e gli yuppie anni ’80.

LA foto è tratta dalla camoagna televisiva dell'Amaro Ramazzoti del 1986 il cui claim è divenato un' espressione giornalistica, che definisce alcuni ambienti sociali della città di Milano negli anni '80. In particoalre quelli degli yuppie i manager rampanti della ricerca del guadagno e del consumo, attraverso cui creare quella identità sociale in assenza di ideologie e valori, di cui parla l'articolo.
(Spot Amaro Ramazzoti 1986 – fonte Internet )

Al posto di comunisti o capitalisti, destra e sinistra, ora si trovavano ‘paninari’ contro ‘metallari’, progenitori di una infinita serie di gruppi di consumo.

L’identità, nella post-modernità, non dipendeva più dai valori in cui si credeva, piuttosto dall’appartenenza a un gruppo che condivideva il consumo degli stessi prodotti.

In alternativa, nel tentativo di trovare ideali a cui aderire, vedevo emergere forme di spiritualità e di misticismo (dalla New Age alle religioni orientali), accanto a una lettura individualista e sincretistica della religione tradizionale.

L'immagine racchiude simbolicamente le componenti delle varie religioni e spiritualità che vengono fuse per creare quella forma di religione individuale, cioè di sincretismo, di cui parla l'articolo a proposito della formazione della identità non basata più sui valori proposti dalle ideologie. In mancanza di queste è la religione, intesa in modo post moderno come mescolanza di vari elementi, a dare l'identità individuale.
Immagine da Internet

Una religiosità in cui si prendono elementi dalle diverse fedi e spiritualità, per costruirne una ‘su misura’.

Ben presto mi ritrovai in un contesto dove la tecnologia rappresentava il ‘come’ comunicare, mentre consumismo e nuove forme di spiritualità costituivano il ‘cosa’, cioè quello che le persone ritenevano le rappresentasse.

La fotografia, mostrando un Tablet da cui fuoriescono delle parole, simboleggia il ruolo della tecnologia quale strumento di comunicazione mostrando il 'come' è possibile comunicare di cui parla l'articolo.
Foto Pxfuel.com

Una consapevolezza che avrebbe orientato il mio modo di lavorare, pensare e in definitiva di comunicare, nel corso degli anni.

Da qui infatti, oltre che da una personale sensibilità, è nata la scelta di approfondire a livello accademico studi e ricerche sulle religioni, considerate anche contenitori di cultura e tradizioni.

Dunque portatrici di valori identitari da conoscere, per riuscire a dialogare efficacemente in una società sempre più ‘fluida‘, cioè priva di riferimenti valoriali.

Allo stesso tempo però, ho realizzato quanto il ‘come’ comunicare, rendesse necessario comprendere potenzialità e limiti della tecnologia.

L'immagine mostra una persona affaticata dall'eccessivo utilizzo di computer, smartphone e device digitali. Infatti l'articolo parla degli effetti sulla salute che questi strumenti possono provocare.
(La tecnologia se non usata correttamente può causare problemi – Pxfuel.com)

Fin da quando ho iniziato a vederla diffondersi, ho notato che la tecnologia porta con se un paradosso.

Per un verso promette di semplificare, rendere più sicuro, veloce e meno faticoso svolgere un certo compito.

Per fare un esempio, questa immagine, tratta dalla ricerca Technology for Good di McKinsey, mostra le tre tecnologie (AI, connettività e robotica), con la maggiore capacità di migliorare la qualità della, vita nei diversi ambiti:

La fotografia, tratta dal report di Mc Kinsey 'Technology for Good' evidenzia tre categorie di tecnologie (AI, Connettività e piattaforme oltre alla robotica) che hanno potenzialmente la capacità di migliorare il benessere   individiuale in diverse aree come la sicurezza sul lavoro, la salute e l'istruzione. Quidi conferma la tesi sostenuta nell'articolo, che la tecnologia si porpone come uno aiuto per migliorare la qualità di vita delle persone.

Tuttavia, essendo essenzialmente uno strumento, se non utilizzata correttamente, la tecnologia finisce col creare più problemi di quanti promette di risolverne.

Il che spesso equivale a imparare a ragionare, seguire gli schemi e le procedure previste dal device, PC, software, oppure dal Social Media in uso.

In una parola: adattarsi.

Apparentemente sembra una cosa ovvia, ma le implicazioni che genera non lo sono affatto, come ben presto scoprii a mie spese.

Una volta accettata l’idea di dovermi adattare al dispositivo o alla tecnologia che usavo, cercare di adeguarmi sia mentalmente che fisicamente diventava la ovvia conseguenza.

La fotografia mostra un uomo che sta soffrendo per simboleggiare gli effetti negativi che l'uso sbagliato delle tecnologie può causare, di cui parla il testo.
(Foto pxfuel.com)

Un atteggiamento che inconsapevolmente mi ha portato a ignorare i sintomi che l’utilizzo eccessivo di PC, smartphone e tecnologie varie mi causavano.

Alcuni problemi erano di carattere fisico, come occhi rossi, vista appannata, dolori articolari e mal di testa.

Altri fastidi influivano sulla sfera emotiva come stress, ansia, affaticamento e insonnia.

Problemi tutt’altro che marginali, ai quali nel tempo sono stati dedicati un buon numero di studi, anche se allora non lo sapevo.

Il grafico fa parte dello studio sugli effetti psico-sociali della tecnologia commissionato dal Policy Department for Economic, Scientific and Quality of Life Policies del Parlamento Europeo.  L'immagine conferma quanto affermato nel testo a rpoposito degli effetti negatisi sulla salute della tecnologia, evidenziano come generi tecnostress, tensioni familiari, burn-out, sovraffaticamento e altri disturbi di  carattere emotivo e psicologico che si sommanbo a quelli tipicamente fisici come la sindrome da visione al computer, la sindrome tech-neck e le tecnopatie.
(Fonte: rapporto del Policy Department for Economic, Scientific and Quality of Life Policies, commissionato dal Parlamento Europeo – gennaio 2020 -)

Io, come molti altri, credevo si trattasse di fastidi passeggeri, stanchezza che sarebbe passata con un po’ di riposo…

Col peggiorare dei sintomi e di conseguenza della mia qualità di vita, ho cominciato però a domandarmi se non esistesse un modo migliore per rapportarmi con la tecnologia.

L'illisytrazione rappresenta simbolicamente la doppia valenza che può avere lo sviluppo tecnologico: da una parte di stimolo e supporto per il pensiero ma allo stesso tempo fattore di alienazione e di stress. Si tratta di uno delgi aspetti che il testo evidenzia: la tecnologia richeide un adattamento sia fisico che mentale in conseguena del quale ci sembra normale accettare i disturbi che genera.
Foto Gerd Leonhard – 18/11/2016 – (CC BY-SA 2.0)

Era davvero normale e inevitabile la progressiva perdita della vista che riscontravo?

Dovevo realmente rassegnarmi a convivere con il continuo senso di confusione, stress, mal di testa, dolori a collo spalle e mani?

Nel frattempo, continuando a lavorare nel campo della comunicazione e della pubblicità, mi sono trovato sempre più spesso a cercare nuovi mezzi e soluzioni, per veicolare in modo nuovo e più efficiente i vari messaggi.

L'immagine sintetizza le potenzialità della mobile communicatoin e della digitalizzazione tramite cui è possibile connettere device e persone, condividere dati e informazioni, ovunque in tempo reale.

Così, dopo aver realizzato campagne su tutti i media tradizionali, sono passato ad occuparmi di Mobile Advertising (cioè via SMS) e progetti di efficentamento organizzativo e digitalizzazione.

In termini di comunicazione, equivale a ricercare le soluzioni più adatte per rendere disponibili, nell’ambito dell’organizzazione aziendale, informazioni, dati e procedure.

La fotografia mostra come la Digtial transformation, realizzabile tramite l'efficientamento organizzativo e la digitalizzazione di cui parla l'articolo, sia un fattore strategico in grado di indirizzare le attività dell'azienda, consentendo di trasferire dati e informazioni tra i vari settori agevolemente  e rapidamente, semplificando le procedure, dimnuendo a fatica e migliorando la qualità del lavoro e il benessere del personale in azienda, come afferma il testo della pagina.
(Foto Digital Transformation-Robert Kneschke-Shutterstock)

Da queste esperienze ho capito che le tecnologie migliori sono quelle ‘olistiche’, ossia ideate intorno all’uomo e per l’uomo.

Piuttosto di adattarsi e rassegnarsi a subire gli effetti della tecnologia perciò occorre identificare quelle che pongono al centro l’individuo.

Cioè scegliere quelle che semplificano le procedure di lavoro e migliorano realmente la nostra qualità di vita.

L'immagine rappresenta la funzione delal tecnologia olistica di cui parla il testo, cioè di porre al centro l'uomo dunque di essere friendly, non richiedendo all'utilizzatore di adattarsi perchè pensata in base alla sue esigenze. Ciò ne favorisce l'utilizzo perchè oltrea semplficarne l'apprendimento, è realmente in grado di migliroare la qualità di vita dunque il benessere di chi la utilizza.
Tecnologia olistica – Imagesnet 13/1/2015

Altrettanto necessario però è farne un uso consapevole.

Smartphone, PC e Social Media sono strumenti tecnologici e in quanto tali, generano degli effetti gravi da non trascurare.

Imparare a evitarli, o quanto meno a ridurli, è una delle cose entrata a far parte della mia esperienza, che ho scelto di condividere.

La tecnologia sta subendo uno sviluppo rapidissimo e la pandemia da Covid 19, incentivando smart working e didattica a distanza ha accelerato il processo.

La fotografia rappresenta il malessere che l'uso smodato della tecnologia può provocare creando l affaticamento  sia il sistema visivo sia quello muscolo scheletrico di cui parlail testo.
Tecno-stress – Pxfuel.com

Salute e Tecnologia nasce proprio per informare e sensibilizzare, circa gli effetti sulla nostra salute della tecnologia.

Inoltre, ho deciso di condividere anche una serie di risorse che, in base a quanto ho personalmente sperimentato, sono in grado di contrastare i problemi causati dall’uso di PC, smartphone, Internet e tecnologie digitali.

Spero potranno essere utili anche a te!